martedì 29 ottobre 2013

Il card. Braz de Aviz: cultura del provvisiorio sollecita formazione cristiana continua

Il card. Braz de Aviz: cultura del provvisiorio sollecita formazione cristiana continua



“Fedeltà e perseveranza vocazionale in una cultura del provvisorio”, questo il titolo della Giornata di studio che si tiene oggi presso la Pontificia Università Antonianum a Roma. Ad aprire i lavori, questa mattina, l’intervento del cardinale Joao Braz de Aviz, che ha sottolineato quanto sia importante il ruolo della formazione, che dura dalla nascita alla morte, per superare le crisi vocazionali. Elvira Ragosta lo ha intervistato:RealAudioMP3

R. - Io penso alla Chiesa e anche alle istituzioni dentro la Chiesa, in questo periodo così importante che è quello della formazione basica delle varie vocazioni: non solo nel senso delle vocazioni - diciamo - di vita consacrata, ma le vocazioni intese in modo molto più ampio. C’è nella base una chiamata di Dio, c’è un’attrazione che Dio esercita col suo amore su una persona e c’è dopo la risposta di questa persona sia individuale, sia anche attraverso i mezzi che Dio fornisce, che la Chiesa fornisce e che le istituzioni nella storia della Chiesa forniscono. E lì, in questo adeguamento di queste cose, bisogna stare attenti perché il provvisorio è un po’ la caratteristica del nostro tempo, dove niente è definitivo e tutto è per un tempo: “Finché questo mi piace, finché questo mi dà felicità…”. E questo in sé non è negativo: io cerco nel momento presente una realizzazione totale. Però, noi sentiamo che c’è qualcosa che si rompe in questa posizione, in quanto non si trova più questa fedeltà che è capace di dare di ritorno a una fedeltà di Dio, perché la fedeltà è soprattutto quella di Dio, dare una risposta di fedeltà anche dell’uomo. Questo è qualcosa che noi dobbiamo approfondire: dobbiamo vedere come ritornare, stando attenti ad una fedeltà che possa continuare nel tempo in modo positivo, ma anche con la felicità del cuore. In questo senso, quindi, l’esperienza di Dio, l’esperienza di Dio amore, ma anche l’esperienza del cambiamento dei rapporti tra di noi.

D. - Lei faceva riferimento a due fondamenti: al fascino di Dio che chiama Francesco e Chiara di Assisi…

R. - Sono giovani che hanno messo la centro del loro cuore questa risposta alla propria vocazione. Su di loro sicuramente Dio ha esercitato un’attrazione fortissima, come fa su coloro che sono chiamati. Lì pensiamo sempre, di nuovo, che al centro della nostra formazione, in tutti i momenti della nostra vita - ma in modo speciale nella formazione di base, che deve poi continuare - c’è la Parola di Dio. La Parola di Dio è amica dell’uomo, la Parola di Dio è vicina, non è lontana, la Parola di Dio non ci impone pesi ma ci dà condizioni di felicità. Però, se non è vissuta totalmente, se non è vissuta con impegno costante, può darsi che parte della nostra vita aspiri a un’altra condizione che non è quella della Parola di Dio. E questo crea difficoltà. Anche il magistero della Chiesa: il magistero della Chiesa esprime un dialogo costante con la storia, con le persone, che porta anche una luce sulle cose, la luce di Dio sulle cose. C’è questo magistero che va sempre crescendo e che è per noi fonte di sapienza. Queste sono due colonne che noi non possiamo perdere. Oggi, vediamo anche che bisogna come ricostituire certe cose fondamentali nel cammino. Non possiamo più perdere tutta la nostra vita - diciamo - amministrando opere delle quali non diamo più conto, non siamo più capaci… Abbiamo bisogno di stare proprio all’essenziale, che è questo rapporto con Dio, questo dialogo costante con Dio, questo essere nel Signore risposta, a quello che Lui ci chiama, con gli altri però vivendo questo in maniera adeguata anche alla felicità che Dio dà: ricomponendo cioè anche i nostri rapporti.


lunedì 28 ottobre 2013

CORONCINA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre NostroPadre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave MariaAve Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen
Credo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Per chi non ha mai recitato il rosario e non capisce bene come deve essere recitata la coroncina alla Divina Misericordia segua lo schema qui sotto tutto di seguito e ricordi di meditare la dolorosa passione di Gesù:
Segno della croce
1 volta Padre nostro
1 volta Ave Maria
1 volta il Credo Apostolico
di seguito:
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

quindi alla fine si ripete 3 volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
1 volta
O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Amen. Segno della croce

domenica 27 ottobre 2013

PREGHIERE DELLA SERA

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PREGHIERE DELLA SERA.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.
TI ADORO, MIO DIO.Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno.  Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

PADRE NOSTRO.
Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA.
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu si benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA AL PADRE.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

ATTO DI DOLORE
ball10.gif (123 byte) Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
ball10.gif (123 byte) Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia e colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli Angeli, i Santi e voi, fratelli di  pregare per me il Signore Dio nostro.GESÙ, GIUSEPPE E MARIA
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.
L'ETERNO RIPOSO
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

AL TERMINE DEL GIORNO
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode.

VISITA, 0 PADREVisita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Amen.

ALL'ANGELO CUSTODEO Angelo Santo, che per infinita bontà di Dio sei chiamato a custodirmi, assistimi nei bisogni, consolami nelle mie afflizioni, difendimi dai nemici, allontanami dalle occasioni di peccato, fa' che io sia docile obbediente alle tue ispirazioni, proteggimi particolarmente nell'ora della mia morte, e non mi abbandonare fino a che non mi abbia guidato al mio celeste soggiorno in Paradiso. Amen.

ANGELO DI DIO.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.

persecuzione in Africa

Chiesa in Nigeria, dopo un attentato
Nel settembre del 2012, in occasione di un convegno organizzato presso l’università di El Jadida, in Marocco, il Cesnur, Centro Studi sulle Nuove Religioni, diretto dal sociologo Massimo Introvigne, ha presentato una ricerca intitolata “La religione in un contesto globalizzato”. Uno dei risultati più rilevanti emersi è la forte diffusione del cristianesimo in Africa, cresciuto fino a diventare la prima religione superando ampiamente l’islam. In termini percentuali i cristiani rappresentano infatti oggi il 46,53% della popolazione africana e gli islamici il 40,46; il cristianesimo è la prima religione in 31 paesi e l’islam in 21. Secondo il Cesnur, inoltre, al ritmo attuale, entro dieci anni i cristiani in Africa sfioreranno il 50% e costituiranno il maggiore blocco continentale all’interno del cristianesimo, precedendo Europa e America Latina. Si comprende meglio la portata storica di questo sviluppo considerando che nel 1900, quando nel continente abitavano circa 133 milioni di persone, i cristiani erano in tutto dieci milioni mentre nel 2012 sono diventati quasi 500 milioni su una popolazione di circa un miliardo.
«Sono dati ancora poco conosciuti – spiegava Massimo Introvigne commentando la ricerca – ma hanno un grande significato storico, culturale e politico. Ormai ci sono più cristiani praticanti in Africa che in Europa. Alla lunga questo cambierà non solo l’Africa, ma anche il cristianesimo».
«Non tutti, naturalmente, sono contenti di questi sviluppi – aveva aggiunto – un certo ultra-fondamentalismo islamico considera scandaloso il fatto che in Africa ci siano più cristiani che musulmani e dunque perseguita e uccide i cristiani in paesi come la Nigeria, il Mali, la Somalia e il Kenya. Gli ultra-fondamentalisti pensano che oggi la battaglia decisiva per sapere se il mondo sarà musulmano o cristiano si combatta in Africa. E che l’islam sta perdendo. Per questo reagiscono con le bombe».
Queste ultime considerazioni di Introvigne si sono purtroppo dimostrate drammaticamente giuste. Nell’anno trascorso le persecuzioni e le violenze contro i cristiani in Africa si sono moltiplicate estendendosi a paesi in precedenza considerati sicuri. Lo conferma la World Watch List, l’elenco dei 50 paesi in cui si verificano le più gravi persecuzioni nei confronti dei cristiani pubblicato ogni anno da Open Doors Usa, l’organizzazione non governativa internazionale che da quasi 60 anni aiuta e sostiene i cristiani perseguitati nel mondo. 18 dei 50 stati elencati nel 2013 sono africani, tre dei quali – Somalia, Mali ed Eritrea – figurano tra le prime dieci posizioni.
È da notare che è la prima volta che il Mali entra nella World Watch List, “conquistando” subito la settima posizione in seguito al conflitto che, a partire da 2012 e per circa un anno, ha consegnato il Nord del paese nelle mani di alcuni gruppi islamisti legati ad Al Qaeda. Altri quattro stati, situati, come il Mali, nell’Africa Sub-Sahariana, compaiono nella lista per la prima volta: Tanzania, Kenya, Uganda e Niger. Complessivamente, inoltre, sono almeno otto i paesi africani in cui le persecuzioni e le violenze contro i cristiani si sono intensificate.
Questo fa dire a Open Doors Usa che «l’Africa, dove il cristianesimo si è maggiormente diffuso nel corso dell’ultimo secolo, oggi è la regione del mondo in cui l’oppressione dei cristiani si diffonde più rapidamente».
Uno degli aspetti più allarmanti della situazione creatasi negli ultimi anni nel continente è dato dal fatto che gli Islamici ultra-fondamentalisti si sono moltiplicati e radicati non soltanto nei paesi in prevalenza abitati da Musulmani, ma anche in alcuni stati a larga maggioranza cristiana dove hanno messo a segno diversi attentati a sacerdoti, chiese e strutture frequentate da cristiani. I paesi maggiormente colpiti nell’ultimo anno sono stati il Kenya e il Tanzania.
Resta inoltre fuori dall’elenco stilato da Open Doors Usa la Repubblica Centrafricana che, dopo il colpo di stato che nel marzo del 2013 ha rovesciato il presidente François Bozize, ha assistito a un crescendo di violenze nei confronti dei cristiani ad opera di Seleka, l’alleanza di partiti autrice del golpe, che ha accolto nelle sue file numerosissimi miliziani islamici provenienti dal Ciad e dal Sudan.
Un ulteriore fattore di rischio per i cristiani africani deriva dall’impegno dei tanti religiosi e laici che denunciano malgoverno, corruzione, abusi di regime, violazioni dei diritti umani commesse dai governi: una scelta che in Africa può costare la vita. È il caso dello Zimbabwe dove Aiuto alla Chiesa che soffre ha raccolto numerose denunce di arresti arbitrari di sacerdoti e suore e di minacce ad essi rivolte. Vescovi, sacerdoti e altri religiosi pagano così la loro determinazione a difendere i diritti della popolazione più povera ed emarginata. Anonima per motivi di sicurezza, data la situazione, è la testimonianza di un vescovo, raccolta nel gennaio del 2012 da Aiuto alla Chiesa che soffre: «In alcune parti dello Zimbabwe assistiamo all’inizio di una vera e propria persecuzione della Chiesa, specialmente dove i cristiani rifiutano di farsi cooptare dallo Zanu-Pf, il partito al potere».
Paradigma della situazione dei cristiani africani resta comunque la Nigeria dove i cristiani sotto attacco resistono alla pressione di Boko Haram, il gruppo terrorista che per primo ha incominciato ad attaccare chiese e fedeli, senza fermarsi davanti alle ricorrenze più sacre, anzi approfittandone per colpire più duramente.

La famiglia di Paglia non è quella di Müller

Monsignor Gerhard Ludwig Muller
La copia dell'Osservatore Romano di mercoledì non deve essere finita sulla scrivania di monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia e già vescovo di Terni. In quell'edizione dell'organo ufficiale della Santa Sede, il giornale del Papa, c'erano due lunghe e dense pagine firmate dal prefetto della congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller, in cui si fissavano paletti robusti e precisi su matrimonio, divorziati, famiglia. L'Osservatore Romano presentava il documento come "contributo" in vista del Sinodo sulla pastorale della famiglia annunciato e convocato da Francesco per l'autunno del 2014.

Eppure, a leggere la dotta lezione di Müller, quelle parole sembravano ben di più che un semplice contributo: era dottrina, chiara e netta, emessa da quello che un tempo era il Sant'Uffizio. Vincoli ben determinati su ciò che è ammesso e ciò che è contrario alla volontà di Dio. Su ciò che è nella disponibilità dell'uomo e ciò che non è più nel suo libero arbitrio. Non a caso, nei settori progressisti più allergici ai recinti dottrinali e tutto ciò che sa di depositum fidei, è già partita la campagna per fare del testo del prefetto tedesco niente di più che un parere personale. Due le strategie: o derubricare il documento a piccola dichiarazione da allegare al kit dei padri sinodali, o non dare a esso troppa pubblicità.
Che delle parole di Müller si possa fare a meno, sembra convinto anche monsignor Paglia, che sul tema è intervenuto con un'intervista concessa venerdì ad Avvenire. Da parte sua nessuna lezione di teologia sacramentale, naturalmente. Semplicemente, un copia-incolla del lessico più usato da Francesco, nel maldestro tentativo di far proprie le immagini lanciate da Bergoglio che tanto piacciono e sono di moda – in curia è tempo di nomine, e il titolare del Pontificio consiglio per la famiglia non è stato ancora confermato.

Mons. Paglia parla di "ferite" da curare (ecco l'ospedale da campo che torna), invoca "semplicità, trasparenza, stile accogliente e linguaggio di immediata comprensione". Spera che attorno a queste parole d'ordine si sviluppi la discussione sinodale. E questo perché "si tratta con tutta evidenza di un'urgenza assoluta non solo dal punto di vista pastorale, ma anche sociale, culturale, politico". Ma Paglia va oltre, e siccome a bordo di un aereo e parlando a braccio il Pontefice aveva detto che del problema dei divorziati risposati bisognava discutere, l'ex vescovo di Terni tenta la fuga in avanti e arriva a dire che "la nostra attenzione deve essere rivolta a tutte le famiglie, e dico davvero a tutte, senza esclusioni di sorta".
Su cosa intenda per "tutte", è più chiaro qualche riga dopo: "La famiglia è la cosa più bella del mondo". E lo sguardo della chiesa "deve comprendere e accogliere persone separate, divorziati non risposati e divorziati risposati, persone chiedono di verificare la nullità del loro matrimonio, conviventi". Una sfida che il prelato definisce "globale", ma d'altronde, "cosa c'è di più globale della famiglia?". Famiglia, che, dice Paglia, "è la cosa più bella del mondo". Parla di misericordia, l'ex vescovo di Terni, come se la misericordia fosse una specie di colpo di spugna che cancella ogni cosa.

Ma anche qui, a chiarire come stiano le cose per la dottrina cattolica, è intervenuto Müller: "Attraverso quello che oggettivamente suona come un falso richiamo alla misericordia si incorre nel rischio della banalizzazione dell’immagine stessa di Dio, secondo la quale Dio non potrebbe far altro che perdonare. Al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santità e la giustizia; se si nascondono questi attributi di Dio e non si prende sul serio la realtà del peccato, non si può nemmeno mediare alle persone la sua misericordia".

E la famiglia è una sola, e risponde alla chiamata di Dio che si concretizza – per citare il Papa ad Assisi – nella "vocazione a formare di due, maschio e femmina, una sola carne, una sola vita". Il prefetto custode della fede recepisce l'indicazione di Bergoglio e la amplia, irrobustendola di teologia: "Il matrimonio è inteso come una completa comunione corporale e spirituale di vita e di amore tra uomo e donna, che si donano e si accolgono l’un l’altro in quanto persone. Attraverso l’atto personale e libero del reciproco consenso viene fondata per diritto divino un’istituzione stabile, ordinata al bene dei coniugi e della prole, e non dipendente dall’arbitrio dell’uomo: questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità".
E' chiaro mons. Muller, anche nel chiarire che neppure il pentimento può consentire ai divorziati risposati l'accostamento ai sacramenti. La Chiesa cattolica non è la Chiesa ortodossa, e la prassi della "seconda possibilità", pure citata nell'intervista aerea dello scorso luglio direttamente da Papa Francesco, non è possibile: "Questa prassi non è coerente con la volontà di Dio, chiaramente espressa dalle parole di Gesù sulla indissolubilità del matrimonio, e ciò  rappresenta certamente una questione ecumenica da non sottovalutare". Insomma, non c'è molto da discutere. Se questa è la volontà di Dio, dice Müller, non si può innovare né inventare alcunché.
Una linea che tutti (a cominciare dai responsabili di curia in materia) dovrebbero seguire e osservare. Ma mons. Paglia, sempre su Avvenire, non ci sta e dice che "non abbiamo bisogno di nuovi interventi normativi, ma di freschezza e di gioia". I vescovi, aggiunge, "avranno senz'altro l'opportunità di approfondire le questioni dottrinali più urgenti, ma l'urgenza è un'altra: "Accogliere e ascoltare le famiglie così come sono, tutte le famiglie, nella complessità delle varie situazioni". Il motivo lo spiega lo stesso prelato: "La pastorale familiare deve essere profondamente ridefinita in un'ottica di semplicità e di immediatezza. Dobbiamo essere sempre più in grado di parlare a tutti, con un linguaggio capace di coniugare verità e misericordia". Insomma, per il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, basta paletti e vincoli fastidiosi: più che dottrina, servono freschezza e gioia.
Oltre al testo di Müller, evidentemente, non aveva letto in anticipo neppure il testo che il Papa avrebbe letto venerdì a mezzogiorno davanti alla plenaria dell'organismo presieduto proprio da Paglia: "La famiglia  – chiariva Francesco – si fonda sul matrimonio. Attraverso un atto d’amore libero e fedele, gli sposi cristiani testimoniano che il matrimonio, in quanto sacramento, è la base su cui si fonda la famiglia e rende più solida l’unione dei coniugi e il loro reciproco donarsi. Il matrimonio è come se fosse un primo sacramento dell’umano, ove la persona scopre se stessa, si auto-comprende in relazione agli altri e in relazione all’amore che è capace di ricevere e di dare".

CORONCINA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre NostroPadre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave MariaAve Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen
Credo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Per chi non ha mai recitato il rosario e non capisce bene come deve essere recitata la coroncina alla Divina Misericordia segua lo schema qui sotto tutto di seguito e ricordi di meditare la dolorosa passione di Gesù:
Segno della croce
1 volta Padre nostro
1 volta Ave Maria
1 volta il Credo Apostolico
di seguito:
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

quindi alla fine si ripete 3 volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
1 volta
O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Amen. Segno della croce

ANGELUS

V. Angelus Domini nuntiavit Mariae;
R. Et concepit de Spiritu Sancto.

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum. Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc, et in hora mortis nostrae. Amen.

V.
Ecce ancilla Domini.
R. Fiat mihi secundum verbum tuum.

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum. Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc, et in hora mortis nostrae. Amen.

V.
Et Verbum caro factum est.
R. Et habitavit in nobis.

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum. Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc, et in hora mortis nostrae. Amen.

V.
Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus:
Gratiam tuam, quaesumus, Domine, mentibus nostris infunde; ut qui, Angelo nuntiante, Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem eius et crucem, ad resurrectionis gloriam perducamur. Per eundem Christum Dominum nostrum.
R. Amen.


V. L’Angelo del Signore portò l’annunzio a Maria;
R. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

V.
Eccomi, sono la serva del Signore.
R. Si compia in me la tua parola.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

V.
E il Verbo si fece carne.
R. E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

V.
Prega per noi, santa Madre di Dio.
R. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo:
Infondi nel nostro spirito la Tua grazia, o Padre: Tu che all’annuncio dell’Angelo ci hai rivelato l’Incarnazione del Tuo Figlio, per la Sua Passione e la Sua Croce guidaci alla gloria della Risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.