giovedì 24 ottobre 2013

VESCOVI METEOPATICI DIPENDENTI

Lo stemma della COMECE
Ingiustizia climatica; temperature fuori controllo che potranno aumentare di 6° entro il 2100; uragani e alluvioni sempre più frequenti, sempre più devastanti; livello del mare che cresce e isole che scompaiono; centinaia di milioni di persone che non avranno più acqua. E tutto questo, ovviamente, è colpa dell’uomo - e soprattutto dell’uomo occidentale - che continua a bruciare combustibile fossile e divora le risorse in modo scriteriato. E allora è necessario introdurre legislazioni vincolanti per mettere gli uomini in riga.

«E’ la sintesi di uno studio del WWF o un manifesto di Greenpeace», direte voi. No, è ciò che è emerso nei giorni scorsi, al termine della giornata di seminario organizzato dalla COMECE, l’organismo che raccoglie le Conferenze episcopali cattoliche dell’Unione Europea. Si tratta di un seminario che già dal titolo la dice lunga: “Protezione ambientale e cambiamento climatico come una sfida per le politiche – Il ruolo di etica, stili di vita, solidarietà e giustizia globale”. Gli organizzatori parlano di un seminario che ha la formula del “Dialogo”, ma dagli interventi svolti non si capisce tra chi sia il dialogo; più corretto sarebbe definirlo “monologo a più voci”, visto che il catastrofismo climatico l’ha fatta da padrone (e uno dei relatori, il gesuita padre José Ignacio Garcia, a conclusione della giornata e dopo aver sentito profezie di sventura di ogni tipo ha anche avuto il coraggio di dire di non avere paura).

Peraltro quello del seminario del 17 ottobre non è un episodio isolato, è invece una tendenza ben radicata all’interno della COMECE: basta andare a rileggersi il rapporto “A Christian View on Climate Change” datato novembre 2011, per trovarci una summa del catastrofismo climatico.

E’ questo uno degli esempi più eclatanti di quel “cristianesimo ideologico” denunciato da papa Francesco la settimana scorsa: una spruzzatina di spiritualità per dare una veste cristiana all’ideologia dominante, la citazione di un salmo o di una lettera di San Paolo per seguire ideologie alla moda senza dare nell’occhio. Come negli anni ’70 si seguiva il marxismo, oggi si segue l’ecologismo e diventa “profetico” installare pannelli solari per scaldare la parrocchia.

Scorrere le relazioni svolte al seminario, voluto all’indomani della pubblicazione della sintesi per i politici del 5° Rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, un organismo creato in ambito Onu) e alla vigilia della Conferenza di Varsavia sui cambiamenti climatici che si svolgerà in novembre, è quantomeno sconfortante. E’ la ripetizione di luoghi comuni, peraltro superati dalla realtà, spacciati per scienza indiscutibile. Si parla di «evidenza scientifica» nell’ultimo rapporto dell’Ipcc per la responsabilità umana nei cambiamenti climatici, che sono ovviamente la principale sfida dell’umanità. Peccato però che nessuno spieghi come mai, malgrado le previsioni precise al rialzo che erano state fatte, la temperatura globale non cresce ormai dal 1998.

E peccato anche che l’Ipcc non sia affatto quel massimo tribunale della scienza che si vorrebbe far credere. Come dice il nome stesso è un organismo intergovernativo, si tratta cioè di un soggetto politico – controllato dai governi – che si avvale del contributo di scienziati, a loro volta scelti dai rispettivi governi. Fin troppo facile capire che i suoi rapporti hanno un valore scientifico molto limitato, senza considerare che spesso la “sintesi per i politici” – che precede la pubblicazione del vero Rapporto – si discosta chiaramente dai contenuti del rapporto stesso, proprio perché il vero obiettivo degli allarmi è spingere i governi a fare determinate scelte economiche ed energetiche. Come è puntualmente avvenuto negli ultimi venti anni (il primo Rapporto è stato pubblicato nel 1990).

Si tratta peraltro di politiche che danneggiano i paesi poveri, perché li costringono a “lavorare” per soddisfare le esigenze “ecologiche” dei paesi occidentali. Lo dimostra, ad esempio, il caso dei biocarburanti: molti paesi in Africa ed Asia hanno dovuto convertire i terreni agricoli alle coltivazioni necessarie per soddisfare la domanda di biocarburante, soprattutto per l’Europa.

Perché allora l’organismo che riunisce tutti gli episcopati dell’Unione Europea sposa questa linea? I motivi possono essere vari, ma al fondo c’è una scelta essenzialmente ideologica, una riduzione delle Scritture a puro moralismo. Senza rendersi conto che l’ideologia ecologista è profondamente anti-umana e per ciò stesso anti-cristiana. L’uomo è infatti visto come un corpo estraneo rispetto all’ambiente che lo circonda, è il nemico della natura,  che – va da sé – senza la nostra presenza vivrebbe in perfetto equilibrio. C’è dietro una concezione negativa dell’uomo, tipica di un certo protestantesimo che, non a caso, genera forti tendenze totalitarie: se l’uomo, infatti, è intrinsecamente cattivo c’è bisogno di una autorità statale forte per limitare al massimo i danni che può fare. Che siano anche i vescovi cattolici a seguire questa strada non è decisamente una bella testimonianza. Forse gli episcopati nazionali dovrebbero vigilare meglio sulle attività che a proprio nome vengono effettuate in ambito europeo.

Il Papa ai cappellani delle carceri: non è un'utopia una giustizia dalle porte aperte

Il Papa ai cappellani delle carceri: non è un'utopia una giustizia dalle porte aperte



Dio non resta fuori dalle celle dei carcerati, ma è dentro anche Lui con loro: è quanto ha detto il Papa stamani ricevendo nell’Aula Paolo VI in Vaticano, prima dell’udienza generale, i circa 200 partecipanti al Convegno nazionale dei cappellani delle carceri Italiane promosso a Sacrofano, nei pressi di Roma, sul tema “Giustizia: pena o riconciliazione. Liberi per liberare”. Il servizio di Sergio Centofanti:RealAudioMP3

E’ un grazie caloroso quello che Papa Francesco rivolge ai cappellani che lavorano nelle carceri di tutta Italia, chiedendo loro di far arrivare il suo saluto a tutti i detenuti:

“Per favore dite che prego per loro, li ho a cuore, prego il Signore e la Madonna che possano superare positivamente questo periodo difficile della loro vita. Che non si scoraggino, non si chiudano”.

Occorre saper dire loro – afferma il Papa - che il Signore è vicino:

“Ma dite con i gesti, con le parole, con il cuore che il Signore non rimane fuori, non rimane fuori dalla loro cella, non rimane fuori dalle carceri, ma è dentro, è lì. Potete dire questo: il Signore è dentro con loro; anche lui è un carcerato, ancora oggi, carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perché è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro”.

“Il suo amore paterno e materno arriva dappertutto”, ha proseguito il Papa, che prega “perché ciascuno apra il cuore a questo amore del Signore”. Quindi, ricorda che i suoi contatti con alcuni carcerati che visitava a Buenos Aires continuano. Continua a ricevere lettere da loro e li chiama per telefono:

“Qualche volta li chiamo, specialmente la domenica, faccio una chiacchierata. Poi quando finisco penso: perché lui è lì e non io che ho tanti e più motivi per stare lì? Pensare a questo mi fa bene: poiché le debolezze che abbiamo sono le stesse, perché lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati”.

Papa Francesco prega anche per i cappellani, per il loro ministero, “che non è facile”, ma è “molto impegnativo e molto importante” perché “esprime una delle opere di misericordia” e rende “visibile quella presenza del Signore nel carcere”:

“Voi siete segno della vicinanza di Cristo a questi fratelli che hanno bisogno di speranza. Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche di una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti. Questa non è un'utopia, si può fare. Non è facile, perché le nostre debolezze ci sono dappertutto, anche il diavolo c'è dappertutto, le tentazioni ci sono dappertutto, ma bisogna sempre provarci”.

Infine, eleva la sua preghiera alla Madonna: Lei – conclude - è la Madre di tutti i carcerati.

Papa Francesco, in questi primi mesi di Pontificato, ha ricevuto oltre 500 lettere dai detenuti italiani. I cappellani delle carceri del Paese sono 233, al servizio di circa 64.mila carcerati, senza contare le persone agli arresti domiciliari. Durante l’udienza è stata donata al Papa una borsa da viaggio fabbricata per lui dalle detenute del carcere femminile di Rebibbia.

Storia di Angela, non vuole abortire per salvarsi

Cyberknife
Lo chiamano Cyberknife. E’ un’apparecchiatura costituita da un sistema di guida ad immagini, che localizza il tumore - soprattutto al cervello e alla spina dorsale (ma il suo uso si sta diffondendo anche nei confronti dei casi di neoplasie maligne dei polmoni e della prostata) – e attraverso un braccio robotico, dotato di un acceleratore lineare mini autorizzato, colpisce il bersaglio con radiazioni X da 1200 posizioni diverse intorno al paziente. Il sistema, che è definito indolore e non richiede ospedalizzazione, è attivo dal gennaio del 2003 all’Ospedale di Vicenza - reparto di Neurochirurgia 2° ad indirizzo di Radiochirurgia Stereotassica - che è stato il primo in Europa a usarlo. Da allora, sono stati trattati oltre 2mila pazienti.
Lontano da Vicenza, a Bari, l’uso del robot Cyberknife non è autorizzato. È in dotazione della clinica convenzionata “Mater Dei” (l’ex Istituto Oncologico), dove giace da due anni, in attesa che la Regione Puglia conceda il permesso.
Il caso scoppia con fragore nelle ultime settimane. Una donna di Casal Velino, in provincia di Salerno - si chiama Angela, ha 26 anni - ad agosto ha un’emorragia cerebrale. Si salva e le viene diagnosticato un tumore al cervello. Pare le dicano che per intervenire chirurgicamente, lei deve abortire. Sì, perché Angela, che si era sposata tre mesi prima, è incinta. Lei non ne ha alcuna intenzione: «Preferisco morire - dice ai giornali - ma Francesca Pia deve nascere. A una madre non si può chiedere di salvarsi uccidendo una bimba». In quei giorni, così dolorosi per lei - racconta di aver scritto anche una email a Papa Francesco, «per fargli sapere che ho bisogno di aiuto», dice - scopre la sua tenacia, il suo coraggio e la sua determinazione e, insieme ai suoi familiari si mette alla ricerca su Internet di una città raggiungibile in macchina (il viaggio in aereo sarebbe stato a rischio di una seconda emorragia), che abbia l’apparecchiatura che la può salvare, senza sacrificare la bambina, insieme all’indispensabile reparto di ostetricia e ginecologia. Le condizioni sono entrambe soddisfatte a Bari, alla clinica “Mater Dei”, che la accoglie, pur consapevoli - i responsabili della clinica - che il Cyberknife negli ultimi due anni è stato usato solo per “qualche intervento compassionevole”, come hanno dichiarato.
A questo punto, inizia il calvario di Angela. Alla Giunta regionale di Vendola, viene chiesta un’autorizzazione definita “in via eccezionale” dai responsabili del “Cbh (Città di Bari Hospital)”, proprietario del Cyberknife. L’Assessorato alla Sanità chiede una “relazione tecnica che definisce le procedure mediche da adottare e il relativo percorso assistenziale” e il “consenso informato da parte della donna”, per concedere un’autorizzazione - aggiunge - che «riguarda un apparecchio che emette radiazioni potenzialmente pericolose per la paziente e per il feto e che non è stato ancora collaudato e autorizzato». Viene anche nominata - come sempre più spesso avviene in Italia – una commissione di esperti chiamata ad indagare. Chissà se quegli esperti e i dirigenti dell’Assessorato si sono documentati su Internet sui dieci anni di esperienza dell’Ospedale di Vicenza sull’uso della macchina robotica.
Sta di fatto, che subito dopo i dirigenti dell’Assessorato, per dare l’autorizzazione, impongono altre due condizioni: chiedono che vi sia la "sottoscrizione autenticata" del consenso informato che Angela aveva già firmato e una seconda "relazione tecnica" che dimostrasse che il Cyberknife sia "in possesso dei requisiti strutturali e tecnologici generali" come la protezione antincendio o antisismica, insieme con "la documentazione relativa all'avvenuto collaudo dell'apparecchiatura". La commissione di esperti si riunirà oggi per valutare la documentazione.
Angela, nel frattempo, ha firmato le dimissioni volontarie e ha deciso di tornare a casa. I giornali l’hanno definita “stupefatta” piuttosto che “arrabbiata”. Non ha, ora, molta voglia di parlare. Deve pensare ad altro. Lei ha una vita nel suo grembo, che vuole far nascere, a tutti i costi e vuole che quella vita abbia anche una madre. Siamo fiduciosi che il Ministero della Salute vorrà disporre un’inchiesta su quanto avvenuto e siamo certi che Angela troverà un ospedale pronto ad accoglierla e ad eseguire l’intervento che salvi lei e sua figlia. Non ci sarà, altrove, burocrazia e politica che tengano.

IL VANGELO DI OGGI

Meditazione tratte dal sito www.novena.it
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Medita

Il capitolo 12 del vangelo di Luca, che terminerà con la pericope di domani, propone oggi un brano molto noto per il linguaggio usato dal Maestro e l’apparente messaggio di “violenza” in esso contenuto.
Il quadro propone una scena dalle tinte molto forti: il Nazareno sa cosa succederà a Gerusalemme ed è consapevole come solo dei discepoli determinati potranno seguirlo fino alla croce: non a caso tra loro uno lo tradirà, Pietro lo rinnegherà, tutti si nasconderanno per paura, Tommaso sarà incredulo dopo che altri hanno visto il Risorto.
Le immagini che Gesù usa danno la consapevolezza dell’importanza di quanto sta dicendo. Non si rivolge alle folle, ma ai discepoli. A loro presenta il rischio che correranno, quello di dover scegliere da che parte stare: ritorna la dottrina delle due vie, quella umana e quella del Risorto. In altre pericopi abbiamo già incontrato la domanda posta da Gesù sulla fede che troverà al suo ritorno. Il rischio è proprio di nasconderla o di perderla per paura, o per evitare divisioni, o per comodità nel contesto sociale in cui siamo immersi.
Gli stessi apostoli lo avevano sperimentato più volte: erano giunti a discutere sul posto da ricoprire nel Regno! Gesù, che presto sarà crocifisso, li (e ci ) mette in guardia: il cristiano è colui che prega incessantemente, che non vive comportamenti ipocriti, che riconosce il giusto valore alla ricchezza. Solo chi è disposto a seguirlo fino in fondo sarà capace di superare gli ostacoli che la vita ci pone di fronte quotidianamente.


Per Riflettere

Dunque, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione di fede (Eb 4, 14-15): mantenere ferma la fede in Gesù e poter dire, alla fine, che non l’abbiamo persa!

IL SANTO DEL GIORNO





24 Ottobre - S. Antonio Maria Claret Vescovo.



Quinto di dieci figli di un modesto tessitore della Catalogna, Antonio Claret y Clará nacque a Sallent, nella diocesi spagnola di Vie, nel 1807. Questo eccezionale uomo d'azione in giovane età si sentiva attratto dalla vita contemplativa e avrebbe voluto farsi certosino, ma ne fu sconsigliato da un sacerdote che intuì le sue grandi doti missionarie. A ventidue anni, entrò nel seminario di Vie e ne uscì sacerdote a veritott'anni, con la nomina di vicario al paese nativo. Ci restò poco tempo. Per seguire la propria vocazione missionaria, si recò a Roma per mettersi a disposizione della congregazione di « Propaganda Fide ».

Questa scelta non parve indovinata e allora entrò nel noviziato dei gesuiti, che dovette interrompere per una malattia. Fece ritorno in Spagna e fu missionario in patria, dedicandosi alla evangelizzazione delle zone rurali. Si servì di un mezzo che si sarebbe rivelato nel tempo assai efficace: la stampa. Era un prete scomodo e lo dimostra la serie di attentati di cui fu fatto segno. Tornato a Vie diede mano alla più importante delle sue opere: la fondazione di una congregazione missionaria intitolata al Cuore Immacolato di Maria (i cui membri sono tuttora conosciuti col nome di padri clarettiani). Era il 1849.

Poco dopo venne eletto arcivescovo di Cuba, allora sotto il dominio spagnolo e la cui sede era vacante da quattordici anni. Il nuovo vescovo adottò nell'isola dei Caraibi i suoi originali metodi di apostolato: instancabile viaggiatore, fece sentire ovunque la sua presenza con la parola e con lo scritto: una benefica pioggia di stampati irrorò l'isola. Per gli analfabeti ci fu la parola orale e l'immagine della Madonna. Amministrò la cresima a trecentomila cristiani e regolarizzò ben trentamila matrimoni. Attivo e pratico, badò anche alla promozione umana e civile, istituendo una scuola di agraria, scrivendo egli stesso trattatelli sulla coltivazione dei campi.

Un secondo attentato, più grave, pose in serio pericolo la sua vita e fu richiamato in patria nel 1857, perché la regina di Spagna volle averlo come confessore. Il dinamico vescovo male si adattò alla vita di corte e trovò il tempo di riempire la giornata prestandosi al ministero sacerdotale in varie parrocchie.

Nel '67 dovette seguire le sorti della casa reale, esiliata in Francia in seguito a una rivoluzione. Guardò con particolare simpatia al mondo degli artisti, per i quali fondò addirittura un'accademia intitolata a S. Michele. Morì a sessantatré anni, il 24 ottobre 1870. Pio XII lo incluse nell'albo dei santi durante l'Anno santo 1950.

PREGHIERE DEL MATTINO

PREGHIERE DEL MATTINO.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.
TI ADORO.
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa' che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

PADRE NOSTRO.
Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA.
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei  benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA AL PADRE.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, dei secoli. Amen.

CREDO O SIMBOLO APOSTOLICO.
Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture. E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

ANGELO DI DIO.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato/a  dalla pietà celeste. Amen.

SALVE O REGINA.
Salve O Regina, Madre di misericordia, vita e dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque avvocata nostra, volgi a noi, quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio, Gesù,  il frutto benedetto del tuo  seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

GESÙ, GIUSEPPE E MARIA.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.

OFFERTA DELLA GIORNATA.Cuore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

PER LA FAMIGLIA.Il Dio della pace benedica e custodisca la nostra famiglia. Ci renda capaci di fare la sua volontà in tutte le nostre azioni e accresca in noi ciò che gli è gradito. Amen.

ATTO DI FEDE.Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo tutto quello tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre persone uguali e distintamente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere. Signore accresci la mia fede.

ATTO DI SPERANZA.Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.

ATTO DI CARITA’Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amore tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.
PREGHIERA QUOTIDIANA: "SEGRETO DI SANTITA’ ".O Spirito Santo, anima della mia anima, io ti adoro, illuminami, guidami, fortificami, consolami, dimmi quello che devo fare, dammi i tuoi ordini: ti prometto di sottomettermi a tutto quello che desideri da me e di accettare quello che permetterai che mi succeda. Fammi soltanto conoscere la tua volontà! Amen
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.

TAVOLA ROTONDA