mercoledì 23 ottobre 2013

Chiara Amirante: la testimonianza di Giovanni Paolo II ci chiama tutti alla santità

Chiara Amirante: la testimonianza di Giovanni Paolo II ci chiama tutti alla santità



Quella di Karol Wojtyla è stata una testimonianza straordinaria che chiama tutti alla santità. Sulla memoria del Beato Giovanni Paolo II celebrata ieri, ascoltiamo la riflessione di Chiara Amirante, fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti”, intervistata da Alessandro Gisotti:RealAudioMP3

R. - Giovanni Paolo II, senz’altro, è stato un gigante di santità, è stato veramente un uomo straordinario; ha lasciato un segno nella storia, nel cuore di ciascuno di noi che abbiamo avuto, in qualche modo, la possibilità di vivere tanti momenti di grazia e di verità che lui ha saputo regalarci. Cosa mi dice questo giorno? Intanto mi ricorda che tutti siamo chiamati alla santità. A volte pensiamo: “Ecco, ci sono queste persone straordinarie: Giovanni Paolo II, San Francesco, Santa Teresina, Santa Teresa …” Loro erano persone straordinarie chiamate alla santità, e dimentichiamo invece quel “É volontà di Dio, la vostra santificazione” che ci rivela la Parola di Dio. Questa grandissima vocazione di ogni cristiano - che è la santità -, mi ricorda quella di Giovanni Paolo II.

D. - 35 anni fa iniziava il ministero petrino di Karol Wojtyla con quel Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! che è un po’ la cifra del suo memorabile Pontificato …

R. - Quel Non abbiate paura, lo ha incarnato prima di tutto con la sua vita, ha spalancato le porte a Cristo fino ad arrivare a poter ripetere con San Paolo "non sono più io, ma è Cristo che vive in me". In ogni incontro con lui, mi ha proprio colpito questa forte esperienza di incontrare l’uomo che sentivi in profonda comunione con Cristo crocifisso. E senz’altro per noi questo messaggio Non aver paura è stato fondamentale perché è un non aver paura che nasce proprio dall’amore a Cristo crocifisso. Quelle volte che io andavo in strada nelle "zone calde" anche molto pericolose, ecco un po’ di paura affiorava in me però era più forte questo amore verso i fratelli che in qualche modo incarnano una presenza particolare di Cristo crocifisso.

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre

IL SANTO DI OGGI








23 Ottobre - S. Giovanni da Capestrano Sacerdote.



S.Giovanni da Capestrano aveva settant'anni, nel 1456, quando si trovò alle porte di Belgrado, minacciata all'esercito turco, a rincuorare le truppe cristiane munito di una gran croce di legno e di robusta voce: «Sia avanzando che retrocedendo, sia colpendo che colpiti, - gridava - invocate il nome di Gesù. In lui solo è salute! ». Era il 21 luglio. Tre mesi dopo, il 23 ottobre, fra Giovanni da Capestrano moriva a llok (Villaco, in Austria).

Era nato a Capestrano, in provincia di L'Aquila, nel 1386, figlio di un barone tedesco e di madre abruzzese. Era un bel ragazzo, dai capelli biondi, « i quali - ricordava - sembravano fili d'oro, et io li portavo lunghi, secondo la moda del mio paese, sicché mi facevano una bella danza ». Per la sua origine e l'aspetto nordico lo chiamarono Giantudesco. Studiò diritto civile ed ecclesiastico a Perugia, laureandosi eccellente giurista. Ebbe subito la nomina di giudice e governatore della città. Quando Perugia venne occupata dai Malatesta, con l'alta carica, Giovanni perdette anche la libertà.

In prigione ebbe modo di meditare sulla vanità degli onori mondani e, uscito dal carcere, ormai trasformato interiormente, ottenne l'annullamento del matrimonio e andò a bussare al convento francescano di Assisi. Indossò così l'abito degli osservanti, cioè dei seguaci di S. Francesco che avevano accolto la riforma propugnata da S. Bernardino, di cui Giovanni da Capestrano fu amico e discepolo. Ebbe inizio allora per il dinamico frate quella molteplice attività apostolica che per quarant'anni lo vide impegnato in vari punti d'Europa, infaticabile organizzatore di opere di carità, messaggero di pace, consigliere, missionario tra gli Hussiti, in Baviera, in Turingia, nella Sassonia, nella Slesia e in Polonia.

I papi, che lo ebbero consigliere, gli affidarono missioni diplomatiche nei vari Stati italiani, da Milano alla Sicilia. Re Ferdinando III lo volle in Austria, e il suo Ordine lo mandò come visitatore in Terrasanta e nei Paesi Bassi. Organizzatore della crociata contro i Turchi, fu in Ungheria e nei Balcani. Con tenacia tutta teutonica e con lo slancio delle genti mediterranee portò a compimento iniziative che ad altri sarebbero parse impossibili. Ma le vittorie più significative le riportò sulle trincee dell'ortodossia, nella difesa della verità dall'eresia, del genuino spirito francescano dal compromesso degli innovatosi, della pace civile e religiosa nei punti caldi dell'Europa nei quali fu presente con sorprendente celerità, nonostante disponesse solo di un mulo come mezzo di locomozione. Morì sulla breccia, il 23 ottobre 1456 e fu canonizzato nel 1690.

domenica 13 giugno 2010

Non pagare le tasse!

Non pagherò più tasse e inciterò a non pagarli fin quando non si cominciano a togliere tutti questi privileggi e ladrocini a danno dei contribuenti!sono rapine a viso scoperto e senza passamontagna che i cittadini, da vittime,vengono pure chiamati a coprire gli ammanchi nelle casse dello stato (ma ben depositati nei conti dei politici),come sempre, con dei sacrifici!adesso è l'ora di dire basta a queste rapine,si deve tagliare ogni privilegio politico,non soltanto con quella misera percentuale sull'indennità che,sicuramente, la copriranno diversamente,ma riducendo il numero di rappresentanza e gli doppi incarichi!adesso basta con queste mosse gattopardesche!l'astenzionismo nasce proprio da questa consapevolezza del bussines politico, la si nota ad ogni competizione elettorale il suo accentuarsi:la gente aspetta le riforme e, invece,subisce enormi rapine! il ripristino della fiducia,passa attraverso la trasparenza politica-amministrativa in tutti settori: stato,regioni,province e comuni.

CARO SIGNOR CAVALIERE

Sig. Cavaliere avevi messo in piedi una bella idea :"Forza Italia" movimento gestito come un azienda, nn un partito politicizzato, poi nn si capisce se di Sua iniziativa oppure su suggerimento di qualche suo collaboratore, sta' mandando TUTTO IN VACCA circondandosi di ministri a dir poco stolti; ritorni alle origini torni a fare il capitano d'industria, riprenda le redini e cacci gli incapaci e gli inetti, che Le stanno causando molti imbarazzi, e sopratutto smetta di dare la colpa sempre ai giudici (che sono dei fanfaroni su questo lei ha ragione) in qualunque altra nazione dell'EU Scajola, Matteoli ecc. sarebbero estromessi dal partito stesso.

sabato 12 giugno 2010

Montezemolo e la carica ai giovani industrilai

I giovani di confindustria sono appunto ...giovani . Certo che senza rigore finiremo per fallire, ma la crescita ad oltranza è solo la favola di economisti malati e di un'economia insostenibile. Crescere significa conquistare qualità di vita, e quindi economiche e culturali, soddisfacenti per le società civili. Una volta raggiunte, o quasi raggiunte, o mediamente raggiunte, crescere ancora come diktat economico significa solo voler ingrandire un pianeta che quello è, e quello rimarrà, checchè ne dicano gli economisti e gli altri presuntuosi. Vediamo piuttosto di diffonderla questa qualità di vita, da chi ne ha in eccesso a chi ne ha carenza, ed una volta raggiunto l'obiettivo cominciamo rassegniamoci ad annoiarci od a trovare nuovi traguardi, perchè la crescita ad oltranza E' UTOPIA, ed alla fine risulterà un vero danno.




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giovedì 10 giugno 2010

INTERCETTAZIONI DA EVITARE?

La verità è una sola: le inchieste dei giudici e quelle giornalistiche le hanno, negli ultimi 15 anni, completamente neutralizzate. Infatti il popolo bue e ignorante che vota per loro (e questo vale per entrambi gli schieramenti, anche se con una netta prevalenza per il centro destra) si beve tutte le storielle raccontate riguardanti la faziosità dei giudici, la condotta irreprensibile della classe politica, i tantiiiissimi casi Tortora e i teoremi accusatori fantasiosi. Vivevano, prosperavano e si ingozzavano tranquilli i nostri bei politici, quando recentemente si è diffuso un nuovo metodo per denunciare le loro malefatte: pubblicare direttamente le loro schifose parole, tramite le intercettazioni. Eh, cari miei, lì c'è poco da smentire, da accusare i giudici comunisti, le parole le pronunciano proprio loro. E il cittadino che le legge si indigna. Aiuto, occorre correre ai ripari, e che si inventano? Proteggiamo la privacy! E via, le intercettazioni devono sparire...

martedì 8 giugno 2010

Santoro protetto dall'alto

Ora il signor Michele Santoro vuole far credere, al popolo bue, di essere vittima ingiusta dell'azienda Rai(occupata, va da se, dal tiranno di Arcore). Non ci vuole una mente eccelsa per capire che, il giornalista intoccabile, è semplicementei vittima di se stesso. Davvero senza vergogna e senza il minimo pudore. Pensi pittosto a quei tantissimi giornalisti precari che non riescono, nonostante siano bravi e onesti, a trovare un lavoro degno di tale nome. Comunque non stia a menarla tanto, signor Michele. Non si disperi. Vedrà, se la Rai non le rinnoverà il multimilionario contratto, salterà fuori un giudice che costringerà l'azienda pubblica alla immediata riassunzione, con annesso programma in prima serata.Un privilegio che tocca a pochissimi. Questo è poco ma sicuro. Con grande disappunto di una buona fetta di italiani. Lei è(in questa strana Italia)uno dei pochi che può godere di tale privilegi. Stia tranquillo e sereno, tanto per lei il sol dell'avvenire sorgerà comunque....